Amalgama diviso
La (piccola) piazza della Cgil battezza l’asse socialdemocratico del Pd
Walter Veltroni ha provato a disinnescarne gli effetti con dichiarazioni di solidarietà e inviando Goffredo Bettini a tenere il passo degli operai Fiom, ma alla fine della giornata l’impressione è che il Pd si sia diviso tra cigiellini e polemici cislini e che in sostanza, come temuto, la piccola piazza sindacale abbia battezzato l’asse socialdemocratico di Massimo D’Alema e Pier Luigi Bersani.

A chi si riferisce? A D’Alema e Bersani, si direbbe, ed ecco così rivelato il retropensiero che attraversa il Pd dallo strappo della Cgil sulla riforma del modello contrattuale. D’Alema tira a sinistra, i popolari tirano al centro ma non vogliono rompere: Franco Marini nel Pd ci crede ancora e per questo, se scissione cattolica dovrà essere, sarà minoritaria. Ma Veltroni prova a tenere insieme la baracca: “E’ normale che in un grande partito ci siano sensibilità differenti”. Sta più vicino ai popolari che ai Ds e cerca un cattodem che stia con la Cgil (Rosy Bindi), ma ieri in piazza c’era più che altro lo stato maggiore dalemiano. Così Franceschini non ha potuto trattenersi: “Sbagliato dividere i sindacati. E Bersani, meglio se avesse aspettato qualche mese prima di candidarsi alla segreteria”.
Milano 1982, vicedirettore del Foglio. Cresciuto a Catania, liceo classico “Galileo” a Firenze, tre lauree a Siena e una parentesi universitaria in Inghilterra. Ho vinto alcuni dei principali premi giornalistici italiani, tra cui il Premiolino (2023) e il premio Biagio Agnes (2024) per la carta stampata. Giornalista parlamentare, responsabile del servizio politico e del sito web, lavoro al Foglio dal 2007. Ho scritto per Mondadori "Fummo giovani soltanto allora", la vita spericolata del giovane Indro Montanelli.
